Serata introduttiva al mondo del vino, quella del 22 settembre. Lo sapevate che l'uva americana e quella da tavola ("italia", "regina", ecc.) per legge non possono essere usate in Italia per la produzione del vino? Io no.
Molto utile è stata la definizione di una terminologia comune, che aiuta ad andare più in profondità rispetto alla cultura del vino. Un esempio: le diverse forme delle bottiglie (ognuna con il suo nome) non rappresentano solo una scelta estemporanea del produttore, ispirata a sole questioni estetiche e di funzionalità; ogni forma ha una sua storia alle spalle ed è indicativa di una specifica cultura enologica.
Una nota "filosofica".
Un corso di degustazione di vini, ha detto Stefano Novati, aiuta a "riappropriarsi dei propri sensi": alla vista, all'olfatto, al gusto viene chiesto di ritrovare la propria sensibilità, nonostante il "logorio della vita moderna". Insomma, il corso di degustazione diventa l'occasione per ritrovare la voglia e la capacità di vedere e sentire i dettagli, per riprendersi quella sensibilità che fa capire meglio (la qualità di un vino, ma non solo...), che fa prendere decisioni più assennate (su quale vino comperare, ma non solo...), che fa vedere più in là (sulle potenzialità di una vendemmia, ma non solo).
Si parte dal vino, ma si arriva molto lontano...
Qualche informazione più tecnica:
Stefano segnala questo link per approfondire il tema dell'utilizzo dell'anidride solforosa:
http://www.diwinetaste.com/dwt/it2006116.php
Nel prossimo post, il riepilogo dei vini della prima serata.